Accesa la Fiamma Paralimpica 2026 – Trento

02/03/2026by Robin Hood

La città di Trento ha accolto con grande partecipazione il passaggio della fiamma dei Giochi Paralimpici Invernali Milano Cortina 2026. Migliaia di persone si sono radunate lungo il percorso fino a Piazza Duomo di Trento, dove si è svolta la cerimonia di accensione del braciere paralimpico.
Autorità e rappresentanti del mondo sportivo hanno sottolineato il valore dei Giochi come occasione di inclusione, raccontando le storie intense degli atleti paralimpici: percorsi di difficoltà, cadute e rinascite che dimostrano come lo sport sia uno strumento di riscatto e crescita personale.
Il Trentino si prepara così ad accogliere l’evento con strutture sempre più accessibili e con la volontà di promuovere lo sport per tutti, valorizzando i campioni e l’impegno di chi lavora ogni giorno per rendere lo sport davvero inclusivo.
Una serata di emozioni vere ha accompagnato il passaggio della fiamma dei Giochi Paralimpici Invernali Milano Cortina 2026 a Trento, tra due ali di folla che hanno accolto con entusiasmo i tedofori fino alla cerimonia finale in Piazza Duomo di Trento.
Tra coloro che hanno avuto l’onore di portare la fiamma anche due rappresentanti del mondo del tiro con l’arco, selezionati per i meriti sportivi e le vittorie conseguite insieme negli ultimi anni: l’arciere compound paralimpico Christian Seneca insieme al suo tecnico Giovanni Morana.
Un momento simbolico e carico di significato, che ha voluto rappresentare i valori più autentici dello sport: inclusione, determinazione e la forza di rialzarsi dopo ogni difficoltà.
La staffetta della fiamma non è stata solo una celebrazione sportiva, ma il racconto di tante storie di atleti che hanno saputo trasformare le sfide della vita in energia positiva. Un messaggio potente che appartiene anche al nostro sport: concentrazione, resilienza e spirito di squadra.
Per il tiro con l’arco è stato motivo di grande orgoglio vedere uno dei suoi atleti e il suo tecnico tra i protagonisti di questo momento storico, alla vigilia di un evento che porterà ancora una volta lo sport paralimpico al centro dell’attenzione mondiale.
Le parole dei due protagonisti, intervistati sono:
Portare la fiaccola come tedoforo per i Giochi Paralimpici Invernali Milano Cortina 2026, nella tappa di Trento, è stata un’emozione difficile descrivere perchè la testa entra in una bolla nella quale non capisci più niente e sai solo che devi andare avanti fino ad incontrare il prossimo Tedoforo. Un momento in cui senti davvero il peso ed l’onore di ciò che rappresenti. Non stai solo correndo con una fiamma tra le mani: stai portando il simbolo di unione, di inclusione e di uguaglianza tra tutto il mondo dello sport, senza distinzioni tra atleti paralimpici e normodotati.
Il momento dell’accensione del braciere è stato il culmine di tutto: un istante carico di significato, di storia e di valori. In quell’attimo ho sentito forte la consapevolezza di far parte di qualcosa di molto più grande di me.
E forse proprio per questo l’emozione è stata ancora più intensa. Eventi come questo non capitano spesso: probabilmente passeranno altri vent’anni prima che la fiamma olimpica torni a percorrere le strade d’Italia. Sapere di averne fatto parte, anche solo per un tratto di strada, è un privilegio che porterò con me per tutta la vita.